consegna gratuita sopra i 99 euro in tutta Europa

Come viene prodotto l’olio di CBD

Il primo passo per la produzione di un ottimo olio di CBD è sicuramente l’utilizzo di piante di altissima qualità, ma il metodo utilizzato per la trasformazione della materia prima in prodotto finito ricopre un ruolo altrettanto importante. Se si prevede di utilizzare regolarmente il CBD, può valere la pena saperne di più su come viene estratto l’olio. Esistono metodi differenti, che hanno tutti i loro pro e contro, con i quali vengono realizzati prodotti finali differenti che naturalmente avranno effetti diversi sul sistema di ognuno di noi.

Metodi di estrazione

Il CBD esiste già naturalmente nella pianta di canapa, quindi ha bisogno di essere estratto per creare il prodotto che conosciamo come olio di CBD. Vengono adottati diversi metodi e ogni produttore di CBD ha il suo preferito, ma i principali in uso sono tre.

Estrazione con solvente

Uno dei metodi di estrazione più popolari è quello che prevede l’utilizzo di solventi, un metodo economico e relativamente efficace. I solventi utilizzati sono diversi e possono essere chimici o naturali, come ad esempio l’etanolo, l’alcol isopropilico, il butano, il propano, e persino l’alcol puro. L’etanolo è in realtà creato naturalmente dalle piante, quindi si ritiene che l’estrazione con etanolo sia la migliore poiché non altera l’equilibrio chimico della materia vegetale.

Il primo passo del processo è quello di prendere i fiori e il risultato del trimming (o “manicure”) della pianta e riscaldare il tutto. Questo dà inizio a un processo noto come decarbossilazione – la rimozione di un atomo di carbonio da una catena di carbonio – che è necessaria per attivare i cannabinoidi della canapa. Quando si fuma marijuana, questo processo avviene naturalmente durante la combustione.

Una volta fatto questo, il passo successivo è l’estrazione vera e propria, che consiste nell’immergere la materia vegetale nel solvente, o nel far scorrere quest’ultimo lentamente su fiori e trimming. Durante questo processo, come suggerisce il nome, il solvente “dissolve” sia l’acqua che i composti olio-solubili presenti nella pianta, che vengono rilasciati nel solvente stesso. Successivamente la canapa viene filtrata risultando in una miscela liquida contenente sia il solvente originale sia l’olio cannabinoide. La miscela viene lasciata all’aperto, in modo tale che il solvente evapori e resti solo l’olio cannabinoide.

Nonostante questo sia uno dei metodi di estrazione più popolari, non è esente da aspetti negativi. Innanzitutto, se il solvente non viene completamente rimosso dalla miscela, il residuo potrebbe essere tossico. In secondo luogo, il solvente estrae dalla pianta alcuni composti non sempre desiderabili nel prodotto finale. Uno di questi è la clorofilla, che non solo può lasciare un retrogusto sgradevole, ma può anche produrre effetti collaterali indesiderati.

Estrazione con olio

L’estrazione con olio è in qualche modo simile al processo di estrazione con solvente, ma è un metodo molto più antico e delicato. È apprezzato e riconosciuto per essere il metodo più naturale, sicuro e semplice, ed è spesso utilizzato dalle persone che vogliono produrre l’olio di CBD in casa propria. Questo metodo è stato usato per estrarre l’olio dalle piante di cannabis per secoli, infatti gli archeologi ne hanno trovato tracce di uso fin dagli antichi Egizi. L’olio d’oliva è l’olio più comunemente usato per il processo in quanto maschera qualsiasi sapore sgradevole, ma possono essere usati anche l’olio di palma e l’olio di cocco.

Come accade con l’estrazione con solvente, il metodo di estrazione con olio inizia con il processo di decarbossilazione, ovvero riscaldando la materia vegetale per attivare i cannabinoidi. In alternativa, alcuni saltano questo passaggio e macinano la materia vegetale molto finemente. Il passo successivo è quello di scaldare ulteriormente il materiale vegetale nell’olio. Durante questo processo in cui la canapa viene riscaldata, vengono rilasciati i composti cannabinoidi che si mescolano quindi con l’olio.

Sebbene questo metodo sia abbastanza semplice e sicuro per uso domestico, ci sono alcuni svantaggi, soprattutto per quanto riguarda la produzione di massa. Dal momento che l’olio non evapora dalla miscela come avviene con il solvente, l’olio CBD che ne deriverà avrà una potenza molto più bassa. Inoltre, a causa della struttura instabile dell’olio d’oliva, l’olio CBD che ne deriverà dovrà essere conservato in un luogo fresco e buio per evitare che perda il suo effetto.

Estrazione con CO2

L’estrazione con CO2, o altri gas, è un metodo di estrazione molto più moderno e generalmente utilizzato solo dai grandi produttori. È il più costoso e complesso tra i metodi di estrazione poiché sono necessari molti investimenti per ottenere le attrezzature necessarie e per un personale qualificato capace di supervisionare tutti i procedimenti. L’estrazione funziona perché il gas che viene utilizzato, di solito la CO2, esiste in uno stato che può avere contemporaneamente le proprietà sia di un liquido che di un gas. In altre parole, ha la densità di un fluido, ma può anche espandersi e riempire un dato contenitore come fa un gas.

Il processo prevede l’utilizzo di un’apparecchiatura nota come estrattore a circuito chiuso, che è una macchina a tre camere. La prima camera contiene la CO2 sotto pressione mentre la seconda camera contiene la canapa essiccata. La CO2 viene pompata nella seconda camera, estraendo i cannabinoidi della canapa essiccata e da qui viene poi pompata nella terza e ultima camera. Nella camera finale, conosciuta come separatrice, la CO2 si sposta verso la parte superiore, lasciando alla base l’estratto di CBD. La CO2 può poi essere riutilizzata.

Gli svantaggi di questo metodo sono principalmente il costo e la complessità dell’installazione dell’estrattore. In termini di prodotto finale, questo è considerato il metodo di estrazione più puro. Non ci sono residui tossici come per il metodo con solvente e il rendimento è molto più elevato rispetto all’estrazione con olio.

Raffinazione dell’olio CBD

Una volta che il CBD grezzo è stato estratto dalla materia vegetale, viene spesso sottoposto a uno o due processi supplementari per rimuovere le impurità o per favorire la concentrazione della soluzione. Alcune impurità come cere, lipidi o altri grassi possono causare un retrogusto sgradevole.

“Winterization” dell’olio

La “winterization” dell’olio è un processo di purificazione che viene utilizzato per rimuovere le impurità e le sostanze che non sono CBD. Questo processo è utilizzato solo per la produzione di CBD isolato, mentre la produzione di olio di CBD a spettro completo lascia deliberatamente altri cannabinoidi, terpeni e flavonoidi.

Il processo consiste nel miscelare l’estratto con etanolo e poi congelarlo durante la notte, da qui il nome di “winterization” (da “winter”, ingl. per “inverno”. N.d.T.). Quando la miscela si congela, le impurità si separano dall’estratto di CBD e in questo modo possono essere filtrate. Qualsiasi residuo di etanolo viene poi eliminato riscaldando prudentemente l’estratto. 

Distillazione

Dopo la winterization, l’estratto può essere ulteriormente raffinato attraverso un metodo noto come distillazione a percorso breve. Si tratta di un procedimento molto semplice che richiede il riscaldamento dell’estratto a particolari temperature.

Ciascuna delle sostanze presenti nell’estratto ha un proprio punto di ebollizione, punto in cui si trasformerà in gas ed evaporerà. Man mano che evaporeranno, queste sostanze verranno convogliate fuori attraverso un tubo di distillazione, dove verranno successivamente raffreddate e ritorneranno alla loro forma liquida o solida. In questo modo tutte le sostanze del composto saranno separate.

Dosaggio dell’olio di CBD

Vi starete chiedendo come vengono calcolate le varie percentuali elencate sui diversi oli di CBD e come vengono ottenute. L’olio prodotto dal processo di estrazione conterrà una certa percentuale di CBD. Questo olio viene poi mescolato con un olio vettore in quantità diverse. Per esempio, un prodotto con un 5% di CBD ha una maggiore quantità di olio vettore di un prodotto con un 10% di CBD.

Il CBD funziona davvero?

Sebbene il CBD non abbia beneficiato della vasta ricerca svolta invece su altri farmaci o trattamenti, esistono molti studi emergenti che possono dimostrare i risultati

Read More »

Sicurezza del CBD

Al giorno d’oggi ci sono numerose risorse disponibili che informano sui benefici del CBD, ma se è la vostra prima esperienza con il cannabidiolo è

Read More »

Il CBD è legale?

I nuovi consumatori di CBD si fanno spesso la stessa domanda: il CBD è legale? E non c’è da stupirsi che la domanda sia così

Read More »

Che ne dici di uno sconto del 15%?

Iscriviti alla nostra newsletter!

Risparmia il 15% con il codice coupon

HELLO15